|
|
|
|
|
|
|
|
|
Presentazione
dell'opera |
|
L'importanza
del recupero di una dimensione locale nello studio della storia delle
tradizioni, è ampiamente sostenuta dagli studiosi sia nel campo della
Scuola che sotto l'aspetto specifico della didattica. Il libro di Vincenzo
Ciappina non è un'opera agiografica ma un lavoro scientifico che affonda
le radici nella sociologia, nella geografia antropica, nella storia della
nostra città. L'autore, con serietà d'intenti ha ricercato documenti di
storici che precedentemente si sono adoprati a trattare la preistoria
e la storia di Palmi, legata alle sue origini e al suo evolversi nel tempo.
Ciappina, con sapiente garbo certosino, ha enucluato le parti più significative
e le ha adattate al "corpus" del suo lavoro che si presenta
organicamente distribuito nelle varie parti. I riferimenti alle varie
epoche, la descrizione degli usi, dei fatti, del costume, si incastrano
in un sapiente mosaico di aspetti in cui risaltano all'occhio del lettore,
i simboli museali, i riflessi apotropaci, le vicessitudini affrontate
e subite nelle varie fasi della storia, la nascita dei miti e delle leggende
del nostro popolo.
D'altronde un uomo come Vincenzo Ciappina, intellettuale moderno,
le cui conoscenze spaziano dall'informatica, allo studio e alla osservazione
archeologica sottomarina, alla pratica delle arti come la creazione di
splendide vetrate, le sculture su legno, ferro e ceramica, che cosa poteva
fare nel suo lavoro se non architettare un caleidoscopio di colori, di
favole, di vicende che costellano la vita della nostra città. Anche se
il suo mestiere è quello di professore, esperto di lingue anglofone, egli
ha dimostrato attaccamento alla classicità per richiamare l'omerico mito
di Scilla e Cariddi, l'epopea di Ulisse, episodi e riflessi della poesia
Virgiliana.
Nelle leggende medioevali che si intrecciano con la storia del Meridione,
terra agognata e spesso dilaniata dalle incursioni piratesche arabe, Ciappina,
rievoca con grazia e suggestività le favole di Donna Canfora e di Dragut
che tanta parte hanno avuto nella fantasia e nella vita delle popolazioni
marinare delle "riviere" di Palmi.
Il suo lavoro è stato condotto con un metodo eclettico di analisi ermeneutica,
veicolato in un linguaggio scorrevole, allettante, affabuloso, che trascina
il lettore in una forma magica di narrativa che affonda nel passato, tra
storia e leggenda: tanto che Palmi può essere definita, " Perla del
Tirreno", il paese dei colori, delle feste e del folklore calabrese.
La bellezza dei luoghi, la grandezza degli uomini che vi sono nati, fanno
del nostro paese una città incantevole, ricca di storia, di musica di
poesia. E' superfluo ricordare che Palmi fu fonte d'ispirazione per le
armonie di Francesco Cilea, per la prosa poetica di Leonida Repaci, per
lo scrittore Altomonte e per altri celebri figli che diedero lustro alla
Città. Oggi tutti possono vedere che il Borgo o la Cittadella delle Palme
è diventata città con il suo nascente porto, con il teatro classicheggiante
nelle sue strutture architettoniche, con la Casa della Cultura che ha
ospitato importanti manifestazioni. Se la civiltà della Magna Grecia rappresenta
il comune denominatore dei paesi della Calabria, però il grado di civilizzazione
della nostra città, è un emblema di cui dobbiamo andare orgogliosi al
di là di ogni campanilismo municipalistico.
L'aspetto fotografico che correda la fattura dell'opera, documenta
i siti più belli della città che attestano una natura lussureggiante di
superba bellezza. L'autore ha dimostrato capacità scenografiche e padronanza
dei mezzi audio visivi. Questo libro rappresenta un meraviglioso tuffo
nel passato, la memoria storica di Palmi che serve ai più giovani per
prendere coscienza della propria identità di appartenenza alla comunità
palmese e dello sviluppo civile, urbanistico della nostra Città.
Ci congediamo dall'Autore dell'opera, riconoscendogli il merito di aver
profuso grande impegno di studio in questo pregevole lavoro di ricerca.
Prof.
Angelino Trimboli - scrittore e poeta |
|
|