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| Sono passati alcuni decenni da quando la gente semplice ed incolta si esprimeva usando soltanto la lingua dialettale. Ancor oggi molti parlano questa nostra vecchia ed espressiva lingua, ma nel dire dei giovani moderni e acculturati è diventata un miscuglio di dialetto italianizzato pieno di strane ed incomprensibili espressioni frammiste ad anglicismi e neologismi provenienti dal mondo delle nuove tecnologie.(Leggi l'articolo di Dario Olivero di Repubblica) Fortunatamente qui da noi questo tipo di linguaggio esasperato non ha trovato molti estimatori. Come contrapposizione a questo assurdo modo di comunicare, che non è italiano,resiste ancora, ma con tante difficoltà, il nostro vecchio caro dialetto, non quello addomesticato, coniato da gente in ascesa sociale, per esempio: " mamma mi ha fatto la gringia" oppure " smettila se no ti mino", ma solo quello utilizzato da gente umile ed anziana, che usa nel quotidiano dialogare il dialetto, dal quale affiorano bellissime parole ormai sconosciute anche a quelli che si definiscono cultori del nostro dialetto, ma che ignorano il significato di " farticchiu", "stentinu", "fussica", cacocciulu" e di molte altre parole. Vi è una categoria di anziani, i cui figli con impegno e sacrificio si sono affrancati dagli stenti e dalle pesanti fatiche fisiche dei loro genitori. Nella belle giornate estive o primaverili non è difficile incontrarli in villa Mazzini, in piazza municipio o in altri posti, riuniti in gruppi che chiacchierano esaltando con giusto orgoglio i successi e i titoli conseguiti dai loro figli, ma ahimè offendendo se stessi e le loro origini quando assumono un rapporto nuovo e poco gradevole col la lingua dialettale. Certamente i genitori di ingegneri. medici, farmacisti o architetti, non possono parlare il dialetto in presenza di persone a loro sconosciute, è d'obbligo l'uso dell'italiano. Ma il loro tentativo di utilizzare uno strumento poco noto, diventa in qualche caso simpatico, ma non certamente gradevole per chi ascolta. Fortunatamente, molti altri che sono rimasti semplici ed umili come un tempo, non corrotti dal progresso o dalla civilizzazione, si dimostrano persone molto gradevoli da ascoltare e confermano, se mai ce ne fosse bisogno, l'antica saggezza dei nostri antenati e le grandi abilità maturate negli anni, specialmente nei calcoli matematici mentali utilizzando solo le dita delle mani. Questa ricca e antica saggezza, mi ha ricordato che non sempre gli studi accademici portano a grandi successi, per questo ho scritto questo breve brano, al quale ho dato il titolo: "U GAROMPULU" Dopo essere uscito dall'ufficio postale centrale, dove ero andato a dissanguarmi pagando le bollette di luce,acqua, gas e telefono, sentii il bisogno di sedermi su una panca all'ombra di un rododendro fiorito e fumarmi una delle mie sigarettine, che per le loro dimensioni mi piace definirle "pediatriche". Avevo bisogno di smaltire la mia forte incazzatura causata dalla gravosa e insostenibile pesantezza del quotidiano, poichè in questa nostra bella Italia la vita per le persone oneste diventa sempre più difficile e dove tutto costa il doppio mentre gli stipendi sono stati dimezzati, e ciò ha portato molte migliaia di famiglie sull'orlo della povertà. Fumavo e vagavo con i miei pensieri quando sentii un forte chiacchierare dietro le mie spalle, mi girai ad osservare e vidi un gruppo di anziani, quasi tutti ex operai o contadini ridere e parlare tra di loro felici di esistere. Li osservai con tenerezza e ascoltai il loro modo di parlare; lentamente i miei nervi si distesero e mi resi conto che vivere dovrebbe essere solo una gioia. Ero ancora seduto su quella panca ed osservavo alcune api che si posavano su dei fiori di un delicato color rosa, quando nell'antistante strade si fermò a parcheggiare una grossa Mercedes di color blu, dalla quale scese un signore di mezza età. Mi passò accanto e con garbo mi salutò abbozzando un signorile inchino, risposi subito con altrettanta cortesia. Si allontanò con passo spedito, tenendo in mano la sua borsa di pelle rossa rigonfia, che sicuramente conteneva decine di importanti documenti, poi la sua sagoma scomparve dentro l'ampio androne del palazzo comunale. Quella è una persona da prendere come esempio, pensai, sebbene non abbia mai studiato, è riuscito ad affermarsi, grazie solo alla sue capacità. Ma in che modo una persona con un modestissimo o quasi inesistente bagaglio culturale può giungere al successo nel mondo del lavoro e dell'imprenditoria? Molti si saranno posti lo stesso quesito, non conosco le loro risposte, ma posso immaginare cosa abbiano potuto pensare. Viviamo in una bella cittadina culturalmente avanzata rispetto a tutti i paesi limitrofi, patria di scrittori, musicisti, filosofi e così via, ma con il grande difetto che tutti ci sentiamo più bravi e più capaci di ogni altro, e l'irritante espressione locale "a mia mu dici!!!" è un chiaro esempio della mancanza di rispetto dell'altrui intelligenza. Anche se oggi non esistono più le streghe e le fattucchiere, certa gente è però in grado di preparare e diffondere velenosissime pozioni fatte di lingue di serpenti miste ad invidia e cattiveria, spinti dal paranoico compiacimento di far male a qualcuno che si è dimostrato più capace, più intelligente di tanti bla bla come loro. Quel povero ragazzo che ogni sera all'imbrunire passava con la zappa sulla spalla, stanco e sporco, ritornava dalla campagna, dove era andato lavorare; gli avevano insegnato che quello era un lavoro onesto. Poi un giorno non passò più, aveva preso coscienza che quella non era la sua strada, lui era dotato di una straordinaria acutezza mentale (scarpe grosse e cervello fino), che gli consentiva di raggiungere pian piano le mete prefissate. Grazie al suo saper fare e ai buoni rapporti di amicizia con tutti, anche con gente di notevole impegno nelle cariche istituzionali; insomma era amico, come si usa dire, con "pezzi grossi". Oggi quella persona, malgrado la sua palese ignoranza, a stento riesce a dire quattro parole di senso compiuto, poverino "ha fatto solo terza elementare", è uno dei più quotati imprenditori della zona, proprietario di strutture di notevole livello in loco, ma anche in altre parti d'Italia. Ma non tutti hanno le sue capacità, lui è certamente un uomo da ammirare. Molte cose sono cambiate negli ultimi decenni; la situazione economica e sociale di moltissime di quelle famiglie che in passato avevano come unica fonte di sostentamento un pezzo di terra o qualche mestiere, si sono definitivamente affrancate dal secolare isolamento economico, ma solo parzialmente dall'ignoranza. Questo inaspettato riscatto economico ha dato, però, alla testa a molti . Un dilagante e fittizio benessere, esibito quotidianamente in modo volgare, dimostra inequivocabilmente che le cose sono cambiate in peggio. Stiamo vivendo in una società malata il cui motto è quello dell'apparire piuttosto che dell'essere: auto di lusso, abbigliamento firmato, feste, case, vacanze nei mari tropicali e quant'altro, ad ogni costo. Sarebbe bello pensare che a questo repentino cambiamento del benessere o della ricchezza sia corrisposto anche un innalzamento del livello culturale. Lascio ad altri un giudizio più autorevole, tuttavia non posso esimermi dal dire che il qualche modo la gente oggi è più ricca di conoscenze, tratte dalle parole e dalle immagini viste in TV. Non è per niente difficile ascoltare gente che ostenta le proprie conoscenze su argomenti appresi dalla madre di tutte le scuole, la TV. Ma una cultura di questo genere, sottolinea in modo evidente l'ignoranza di chi si è acculturato in tal modo.
ENZO CIAPPINA 25 agosto 2007 |
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| Un pezzo di storia | |||||||||||||||||
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