|
Le
parole |
|
L'angolo delle
|

Palle...late è un piccolo angolo aperto a brevi
narrazione di grosse "Balle". Chiunque volesse inviarci del materiale su
questo argomento può farlo, utilizzando il seguente indirizzo e-mail:
vinciappina@hotmail.it
Il materiale ricevuto, sarà attentamente esaminato,
se ritenuto idoneo sarà pubblicato in questo spazio. Ogni brano
riporterà il nome ed il cognome dell'autore.
|
|
L'angolo delle Palle...late
In questo angolo, che per questioni
personali ho voluto chiamare Palle...late, cercherò di raccontare, nei limiti delle mie capacità
narrative, storielle e parole
storpiate che ho ascoltato in vari posti:
Molto spesso la sala d'aspetto del mio
barbiere diventa un
salotto neo-culturale, dove si trattano gli argomenti più svariati. Il
calcio è sicuramente quello più dibattuto, ma non sono infrequenti
discussioni sulle malefatte dei politici locali o nazionali, solo qualche
volta si ascoltano succose e fantasiose avventure, narrate da qualche
cliente che vuole esaltarsi.
-
Mentre il barbiere taglia i capelli ad un suo cliente gli chiede: che
cosa hai visto ieri sera in televisione? - Ho visto un bellissimo
documentario sugli animali con uno scienziato molto bravo, del quale
però non ricordo il nome - Riprende a parlare il barbiere: Si, molto bello,
l'ho visto anche io, lo scienziato si chiamava Darwin, uomini come lui
non dovrebbero morire mai. Il cliente indispettito per la grande sciocchezza(secondo lui)
detta dal barbiere risponde: Chi diciti mastru Melu, u vitti chi u
ntervistavanu a fini du firmi. Il barbiere, sicuramente più colto del
suo cliente, risponde a tono dicendo: Sumeri, chi cazzu dici, Darwin
moriu nto 1800, comu facivanu pe mu intervistanu, forsi intervistaru
l'attori? Il cliente zittito dalla evidente cultura del barbiere
risponde: Chi ndi sacciu eu.
-
Siamo sempre dal
barbiere: Un anziano signore che per lunghi anni ha gestito un cinema, è
seduto comodamente sulla poltrona, mentre il barbiere è intento a
tagliargli i cappelli. I clienti in attesa, sono tutti in silenzio e
aspettano che Don Sarino incominci a raccontare una delle sue
fantasiose avventure nate sicuramente dalla visione di centinaia e
centinaia di film. Dopo qualche minuto di silenzio, mastro Melo,
strizzando l'occhio ai presenti dice: Don Sarino perchè non raccontate
a questi giovanotti cosa vi è accaduto quando eravate militare? (Don
Sarino, non mai ha fatto il militare perchè riformato per piedi piatti). Haa, cosa devono sapere questi giovanotti moderni dei pericoli che
abbiamo corso in guerra!!! L'abbrivio era stato dato, la parola era
passata a Don Sarino. " Ci trovavamo sulle
montagna dell'Alto Adige in una postazione molto avanzata del Genio
guastatori, molto vicino al confine col l'Austria.
Il comandante, mio carissimo amico, mi chiamò in disparte e mi disse: "
tu sei uno dei miei migliori uomini, ti affido una missione molto
pericolosa, devi portare questo dispaccio segreto ad un gruppo di nostri
uomini, che nascosti in una grotta, in cima a quella montagna, spiano le
mosse del nemico. Devi partire domani mattina molto presto e ritornare
prima che tramonti il sole, quella zona è piena di lupi molto
pericolosi, potrebbero attaccarti.
La mattina seguente appena si alzò il sole preparai i mio mulo e partii
verso la cima della montagna. Il viottolo che percorrevo era molto
stretto e pieno di pietre, tuttavia senza alcun timore portai a
compimento la mia missione. Erano le prime ore del pomeriggio quando
incominciai a scendere a valle, la nebbia oscurava il passaggio in mezzo
ai fitti alberi del bosco e ciò rallentò il mio cammino. Fino a quel
punto non incontrai nessun lupo, tuttavia tenevo in mano la mia pistola
pronta a sparare. Erano passate parecchie ore dalla mia partenza ed
incominciavano a calare le ombre della sera, così spronai il mio mulo
nel tentativo di accelerare il passo. Poi improvvisamente un forte
ululato dietro le mie spalle mi segnalò la presenza dei lupi, mi girai e
vidi che ero seguito da un branco di lupi, spronai più volte il mulo e
poi cercai di prendere la mira per colpire il capo branco. Per mia
somma sfortuna il ramo di un albero urtò il mio braccio e la pistola
volò via. A quel punto l'unica cosa che potevo fare era quella di
frustare il mio povero mulo per farlo andare più veloce. Ma a nulla era
valso questo mio tentativo, i lupi erano quasi attaccati agli zoccoli
del mulo, tuttavia a testa in giù continuai la mia folle corsa, mi
restava poco per arrivare al campo. Scesi tremolante dal mulo e mi
accorsi che i lupi se lo erano mangiato per metà. Il mulo aveva fatto la
sua sfrenata corsa solo sulle zampe anteriori".
-
Il secondo racconto di
Don Sarino è quasi identico al primo, ma con un unica fondamentale
differenza, l'attacco dei lupi è avvenuto in modo diverso. - "... dopo
la precedente esperienza, mi giravo molto spesso per vedere se mi
seguivano i lupi, poi d'improvviso, a pochi metri di distanza vidi un
lupo bianco su un ramo con la bocca aperto pronto a saltarmi addosso.
Con prontezza di riflessi stesi il mio braccio e lo ficcai dentro la sua bocca, poi
agguantai le sue budella aiutandomi con l'altra mano lo rivoltai e lo
sbattei violentemente per terra. Gli altri lupi, che erano in attesa
dietro gli alberi, si ritirano subito, avevano capito con chi avevano a
che fare".
-
Il terzo ed ultimo
racconto di Don Sarino in qualche modo si ricollega ai precedenti.
" La guerra era finita da qualche tempo quando un giorno ricevo una
bella lettera dal mio amico comandante. In questa sua missiva
m'informava che si era ritirato a vivere in Africa, dove aveva
acquistato una tenuta proprio vicino alla foresta, sarebbe stato lieto
se avessi accettato il suo invito di andarlo a trovare. Accettai di buon
grado l'invito ed il giorno dopo feci il biglietto e partii per
l'Africa. La sua casa era bellissima e piena di comodità, c'era perfino
la piscina. Un giorno, mentre passeggiavo, mi ritrovai nei pressi della
foresta e con curiosità mi inoltrai. Ero intento ad osservare quella
bellissima vegetazione quando mi accorsi che a pochi passi c'era un
grosso leone che mi guardava fisso negli occhi. Con apparente noncuranza
mi girai e con passo lento tentai di percorrere la strada che mi
separava dalla casa. Anche il leone a passi lenti mi seguiva, poi, preso
dalla paura incominciai a correre come un pazzo, ma il leone era proprio
dietro di me. Improvvisamente un provvidenziale ed inaspettato colpo di
diarrea mi salvò la vita. Il povero leone mise le
sue zampe sulla mia merda che lo fece rotolare pesantemente a
terra".
Agli inizi della mia carriera
d'insegnante, fui mandato ad insegnare in una scuola non molto
lontano da Palmi. Qui ebbi la fortuna di conoscere e fare amicizia con
il capo dell'istituto, una persona straordinaria per simpatia, intelligenza,
disponibilità nei confronti di tutti, ma con una naturale tendenza ad
ingigantire le cose o per meglio dire a raccontare delle balle. Ciò aumentò
ulteriormente la mia stima e simpatia nei suoi confronti. Da amici comuni mi
è stato detto che anche il fratello raccontava fatti straordinari, che solo
delle menti eccezionali possono partorire.
-
"...fin da ragazzo sono
stato una testa calda: ricordo che ero nella mensa ufficiali a
pranzare, quando notai che il cameriere che serviva tutti gli ufficiali, passava sempre a qualche millimetri da me, con il
rischio che se mi avesse urtato, le pietanze che teneva in mano me le
avrebbe sicuramente rovesciate addosso. In uno de suoi continui
passaggi lo chiamai e con tono perentorio lo informai che se avesse
continuato a sfiorarmi, gli sarebbe successo qualcosa che neanche
minimamente poteva immaginare. Al mio invito rispose con un sorriso
ironico ed un dondolio di assenso della testa. Passarono solo pochi
minuti ed eccolo che volutamente piega un piatto e rovescia il liquido
contenuto sulla manica della mia divisa. Con rapidità felina mi alzai
appioppandogli un violentissimo calcio nel sedere che lo fece
stramazzare a terra con tutti i piatti, poi lo rigirai a pancia per aria
e con la forchetta che tenevo in mano gliela ficcai nelle pancia
incominciando ad arrotolare le sue budella che infine gli misi in bocca
dicendo: mangia brutto stronzo, questi sono più buoni degli spaghetti
che porti tu".
-
Dal racconto di
un amico: Paolo, appassionato di fotografia si stava recando in un
negozio di materiale fotografico per avere informazioni e prezzi su un
nuovo obiettivo per la sua reflex, quando incontra un signore del quale
non ricordo il nome.
Dopo i saluti di rito, Paolo spiega dove aveva intenzione di andare e
perchè. Devi sapere, risponde l'altro, che io possiedo due obiettivi
straordinari che ho comprato in Germania. L'ignaro Paolo chiede: che
obiettivi sono? Sono obiettivi eccezionali risponde, ma di che marca
sono?, insiste Paolo, e l' altro risponde: ti ho appena detto che sono
superbi. Ora ti faccio un esempio, in modo che tu possa renderti subito
conto. L'altro giorno ero sul balcone della mia casa, quando
mi venne l'idea di prendere questi obiettivi. Dopo aver girovagato ad
osservare tutta la piana di Gioia Tauro, li puntai verso Messina. (dal
paese di questo signore, non si può assolutamente vedere Messina perchè
coperta dalle vicine montagne, mentre la distanza in linea d'aria non è
inferiore ai 20 chilometri). Continua il suo racconto dicendo:Prima
diedi un'occhiata su tutta la città, poi puntai gli obiettivi verso piazza
Cairoli. Qui vidi seduti ad un tavolino di un bar due miei carissimi
amici, poi con curiosità guardai dentro i bicchieri che si trovavano sul
tavolino e scoprii che quei due disgraziati stavano mangiando la granita
al limone che a me piace tantissimo.
-
Paolo racconta:
Era una calda sera d'estate e dopo cena decisi di uscire per fare
quattro passi con gli amici. Dopo alcuni minuti si unì a noi il solito
amico ed insieme incominciammo a chiacchierare. Mentre parlava mi guardò
negli occhi e disse: Paolo mi sembri stanchissimo, sei andato a donne?
Sorridendo risposi che ero molto stanco perchè ero stato tutto il giorno
in acqua a fare pesca subacquea alla Marinella di Palmi, dove avevo
pescato una bella cernia. A questo punto si scatena la sua fantasia:
Devi sapere che io sono un assiduo frequentatore di questo posto dove, da
molto tempo pratico la pesca subacquea. Non ti dico quanto pesce ho
pescato perchè ti spaventeresti, sappi però che pescare mi è venuto a
nausea, vado soltanto per sedermi sulle calde pietre, prendere il sole e
fare il bagno. Ora ti racconto cosa mi è accaduto l'altro giorno: Ero
seduto al sole per prendere l'abbronzatura, quando sentii il bisogno di
rinfrescarmi facendo una bella nuotata. Nuotavo tranquillamente in quell'acqua trasparente, quando a poche decine di metri di distanza vidi
la pinna di un pescespada che puntava velocemente su di me. Appena mi fu
vicino lo evitai con un'abile virata, ma il pesce, che non aveva capito
con chi aveva a che fare, tornò minacciosamente verso di me. Questa
volta gli saltai addosso e con tutte le mie forze gli diedi un pugno
sulla testa e gli staccai la spada, poi mi girai verso la bestia e gli
dissi: Vieni avanti stronzo che combattiamo ad armi pari.
parole storpiate
-
Due amiche ignoranti-
Cosa prepari per cena stasera? Sai non ho voglia di cucinare, preparo
dei semblig. Che cosa? Risponde l'altra. Dei semblig, ribatte l'amica.
Sai io non conosco l'inglese, mi viene più facile chiamarli tramezzini.
|