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| La fascinosa epopea... | ||||||||||||||||||||||
| Ricordi d'infanzia | ||||||||||||||||||||||
| Le Parole... | ||||||||||||||||||||||
| Le Palle...late | ||||||||||||||||||||||
| Un pezzo di storia | ||||||||||||||||||||||
Introduzione |
La fantasia degli antichi popolò questo estremo lembo del basso tirreno di Sirene, di Ninfe,di Nereidi, di mostri marini, di tutto un mondo mitologico che ispirò la poesia di Omero e di Virgilio. Su questo mare, superati i pericoli mortali di Scilla e Cariddi, passarono le navi di Ulisse e quelle di Enea; su questo mare si combatterono le più grandi battaglie dell’antichità che decisero del destino di Roma. Qui fiorì la più grande civiltà del mondo; furono elevati templi ad Apollo, a Nettuno, a Cerere, a Proserpina, e fiorirono le città di Medma, di Taureana, di Metauria che diede i natali ad uno dei più grandi lirici della Grecia antica: Stesicoro, il poeta degli amori. Ora tanta bellezza e tanta grandezza sono scomparse; non ne resta, come disse un grande poeta, che “l’ombra nel cielo e l’eco del mare. La dove è distrutta la storia resta la poesia. Su questo estremo lembo s’insedia Palmi. “ … In bella posizione sopra un terrazzo …” Palmi è situata nel versante tirrenico della Calabria, su uno dei tanti terrazzi quaternari che si succedono nella parte meridionale della Regione. Le masse rocciose che la circondano sono però antichissime: sul monte S. Elia e sui piani della Corona si trovano gneiss e dioriti, tipi di rocce che risalgono al paleozoico, l’era in cui la Calabria affiorò dalle acque, vale a dire circa 200 milioni di anni fa. Lo studio geologico della zona ci dice però che essa fu più volte invasa dalle acque nelle varie ere. Si trovano, infatti, abbondanti calcari, conglomerati e marne risalenti al Cenozoico e precisamente nel miocene e nel pliocene. Le formazioni calcaree, che si trovano nelle nostre zone, sono calcari concrezionati di scogliere ed a coralli che si aggrappano alla dorsale di Palmi; in queste formazioni è facile trovare grotte e caverne inghiottite. Il clima di cui gode Palmi è, nel complesso, mediterraneo; la temperatura media annua non supera i 18°. La quantità di pioggia, distribuita dall’autunno alla primavera varia tra 800 e 1000 mm.La maggiore piovosità su questo versante è dovuta ai venti occidentali umidi che la colpiscono; questo fatto influenza, naturalmente, la vegetazione e di conseguenza l’economia. I fianchi delle nostre colline, sono rivestite, per quanto riguarda la vegetazione spontanea, da piante di alloro e da boschi di castagni. Sono moltissime le palme che si innalzano isolate al di sopra della vegetazione e abbelliscono il paesaggio, associate a formare quasi un’oasi sulla vegetazione sottostante. Un tempo erano molto di più e pare che per questo i “naturali” abbiano scelto il nome di “Palme” per indicare l’antico villaggio. L’elemento predominante del paesaggio, però, sono le colture agricole costituite da agrumi e vigne in basso, e ulivi intramezzati da alberi da frutto, sulle colline. Ma sono gli ulivi l’elemento “ più espressivo e simbolico del paesaggio, esse sono piante gigantesche nodose, contorte, dal tronco possente, dalle chiome alte e compatte tali che si aggrovigliano a formare un intreccio che impedisce al vista al cielo…e sono un po’ dappertutto….”(1) Palmi,come dicono le guide turistiche, è “un paese in bella posizione panoramica”. Scriveva un poeta: “Dove tace la storia, oggi resta la poesia”. Molto palpabile è, comunque, l’impressione che negli ultimi decenni si sia distrutto, o meglio non si sia tenuto in buon conto questa poesia che è la nostra bellezza naturale. Malgoverno, mafia, abusivismo edilizio e tutti gli altri mali del Sud contribuiscono ad accelerare il degrado di questo nostro paradiso. Chissà se un giorno le nuove generazioni potranno dire le stesse parole di Luigi Parpagliolo: “… Palmi è dunque sulla via di un prospero avvenire; dopo il terremoto del 1908 è stata ricostruita con sistemi antisismici: gli edifici sono bassi, le vie adorne di alberi si incrociano formando angoli retti; le piazze sono quadrate… Chi la vede per la prima volta resta sorpreso e ne riceve un impressione gradevole….per la sua bellezza questa cittadina è stata definita la Taormina della Calabria”. Uno scrittore francese definì Palmi: “La città più graziosa, più moderna, più pulita della Calabria”. Ma la parola più giusta e più comprensiva per dire della bellezza di Palmi è forse quella del contadino, protagonista di questa storiella. E’ sempre il Parpagliolo che racconta: “...Una splendida mattina di Settembre mi trovavo a passeggiare nella villa Comunale; appoggiato alla ringhiera di ferro, vidi un contadino…tutto era diffuso di azzurro , il mare, il cielo, i monti brillavano sotto il sole. Il contadino stava ammutolito di fronte a tanto spettacolo e aveva smesso di fumare la pipa di canna. Mi avvicinai a lui e mostrando il mare dissi: “ Che ve ne pare?”. Egli, sorpreso, si voltò e, guardandomi negli occhi, disse: “Chistu è nu paradisu, signuri”.(2)
(1) Luigi Lacquaniti: “Calabria natura e storia” Ediz. Frama Sud 1979 (2) Luigi Parpagliolo: Palmi (negli scrittori stranieri)” Ediz. Biblioteca Comunale Palmi 1948 pagg. 11,14,15 |
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| Attenzione non tutti gli argomenti sono stati abilitati alla lettura. Gli interessati possono fare richiesta del CD, inviando e-mail a: vinciappina@tele2.it | ||||||||||||||||||||||
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presentazione | |||||||||||||||||||||
| introduzione | ||||||||||||||||||||||
| storia | ||||||||||||||||||||||
| etnografia | ||||||||||||||||||||||
| ex voto | ||||||||||||||||||||||
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| Copyright © Enzo Ciappina 2009 | ||||||||||||||||||||||