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Ciappina, l’innovatore torna all’arte del passato “Cerco
di non essere banale”. E’ in questa affermazione che si
chiarisce l’arte di Enzo Ciappina, versatile scultore palmese
e presidente dell’Associazione Palmiarte. In effetti nella sua
arte non vi è traccia di “ordinario”. Eppure, l’artista
che ha fatto dell’innovazione e della sperimentazione i propri
cavalli di battaglia, inizia la ricerca proprio dall’antico. La
sua è una colta espressività, che si ispira al mondo della
letteratura, della storia delle grandi civiltà e del teatro per
poi reinterpretare gli spunti del passato con un personalissimo tocco
di innata ironia, la stessa che permette al suo “Don Chisciotte”
in filo di rame argentato di assumere un atteggiamento dinoccolato e
metaforico. La stessa che rende “Le paucciane” arcigne caricature
delle donne dalla religiosità ipocrita ed esteriore. Lo scultore
palmese predilige la forma stilizzata e allungata delle figure, che
rende in pochi tratti essenziali. Ama il legno, la commistione di materiali,
il vetro, il ferro e i suoi ultimi lavori, forse i più innovativi
per tecnica ed interpretazione sono realizzati in ceramica. Ciappina,
che si è cimentato con successo anche nella fotografia, è
appassionato del “suo” mare (quello di Palmi) tanto da diventare
un esperto di archeologia subacquea, sottintende però uno studio
approfondito ad ogni sperimentazione. “Il cavallo di Troia”
in ceramica smaltata, definito da Ciappina “il mio pezzo prediletto”,
riproduce le vicende di Odisseo concedendo ad ogni personaggio una precisa
fisionomia del tempo, rendendo diversificati e riconoscibili i guerrieri
in base alla ricostruzione storica realizzata dall’artista. Francesca
Pugliese
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